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ELEMENTI FONDAMENTALI PER COSTRUIRE UNA SQUADRA EFFICACE
Siamo a settembre e questo per noi softgunner significa solo una cosa: ricomincia il nuovo anno sportivo e con esso tutti i soliti buoni propositi per fare meglio del precedente. Ma cos’è davvero necessario per costruire una squadra solida ed efficace?
Tralasciamo momentaneamente l’aspetto Tattico, Tecnico e Procedurale del gioco e parliamo di qualcosa di più ampio ed importante: la strategia dell’associazione. Questo è l'aspetto che precede ogni altro, per importanza: ciò che poi si porta in campo non è che la sua proiezione.
Vediamo allora alcuni punti fondamentali su cui ragionare attentamente, importanti non solo per le nuove associazioni ma anche per tutti coloro che intendono iniziare il nuovo anno sportivo con i migliori presupposti competitivi, una riflessione che scaturisce dai miei 20 anni di attività nel softair, di cui 8 da presidente di un’associazione e 7 trascorsi nel consiglio direttivo di un’altra.
CONVERGENZA DI INTERESSI.
È il punto più pragmatico di tutti ma anche il più importante a lungo termine, soprattutto all’interno del consiglio direttivo. Divisioni profonde nel modo di vedere le cose e nel modo di intendere la squadra possono portare a rotture nel corso dell’anno sportivo, con grande danno delle attività in corso. Prima di formare una nuova associazione, al cambio direttivo o banalmente, anche all’inizio del nuovo anno sportivo, è importante determinare:
• Identità e strategia societaria
• Obiettivi sportivi
• Impostazione di base e struttura del gioco.
Un esempio? Se l’associazione è improntata alla simulazione militare uno speedsofter potrebbe trovarsi poco bene ed avere scarso interesse, costituendo una “zavorra” più che un valore aggiunto (e viceversa).
AMICIZIA.
Per alcuni anni, in un’associazione in cui ho militato, giocava una persona ex-SOF che aveva una massima: “non serve essere amici per far filare l’associazione, se c’è convergenza di interessi”. C’è del vero in questa frase, ma in associazioni dove si ha la fortuna di creare ottime amicizie le cose filano in maniera molto più semplice, soprattutto all’interno del consiglio direttivo. Un’atmosfera distesa agevola:
• Decisioni
• Strategia
• Stile di gioco
• E soprattutto, risoluzione delle divergenze.
Ma attenzione! I limiti dei propri ruoli non vanno oltrepassati e bisogna sempre rispettare il consiglio direttivo, altrimenti si ottiene l’effetto opposto.
SELEZIONE SOCI.
È probabilmente il punto più spinoso di tutti, ma discutiamolo in maniera matura. Lo sport ha finalità aggregative e sociali e su questo non ci piove. Tuttavia in tanti anni ho potuto constatare come alcune persone riescono ad avere un forte potere disgregativo se il contesto non è adatto a loro: la scelta di “fare numero” non sempre premia!
Si, il softair in quanto attività sportiva dovrebbe essere inclusivo, ma non a discapito dell’associazione e degli altri soci, anche in nome di tutti gli sforzi profusi per raggiungere il livello al quale si è arrivati. Assicurati quindi che:
• Statuto e regolamento lascino sempre discrezionalità nel processo di iscrizione (nessun “diritto” ad iscriversi)
• Prevedere casi di rigetto o scioglimento dell’iscrizione per violazioni del regolamento.
REGOLE
Patti chiari, amicizia lunga. Anche nel migliore dei gruppi le regole servono sempre: fanno funzionare tutto meglio e sono un “friendly reminder” dato che con il tempo si tende sempre ad essere meno ligi. Non mi riferisco solo alle regole di gioco e sicurezza, ma anche alle regole interne all’associazione che talvolta si tende a trascurare:
• Norme di comportamento generali.
• Subordinazione dei soci al consiglio direttivo (ed altre figure di responsabilità).
• Etiquette di comportamento (per eventi, tornei, amichevoli ma anche eventi ed allenamenti interni).
Chi persevera nell’infrangere le regole è fuori dall’associazione (so che può dispiacere ma ne va della buona salute della squadra).
IL “CEMENTO” DI OGNI ASSOCIAZIONE SPORTIVA DI SOFT AIR
Se i soci sono i mattoni che compongono la squadra, il gioco è il cemento che li tieni uniti. Parliamoci chiaro: competizioni o meno, nessuno entra in campo con l’aspirazione di giocare il peggio possibile. L’allenamento quindi è fondamentale per esprimere il miglior gioco possibile.
Sudarsi l’amalgama di squadra è un formidabile cemento per le persone che amano stare in gruppo:
• Superare insieme difficoltà e problematiche tattiche.
• Trovare soluzioni che funzionino.
• Spartirsi il successo delle idee e della perseveranza.
• Raggiungere tutti insieme un obiettivo con sudore ed impegno.
Non c’è miglior modo per fare “team building”.
Creare “un’associazione perfetta” è impossibile. Ma mettersi d’impegno per ottimizzare ciò che si ha e farlo rendere al meglio no. È un obiettivo assolutamente alla portata di tutti: basta avere impegno, determinazione e soprattutto voglia di sedersi a tavolino e pianificare una strategia fattibile, realistica e resiliente nel corso dell’anno sportivo.
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